Il Silenzio in cima al mondo

04/09/2024
8:30 pm
Il Silenzio in cima al mondo
Time Machine Ensemble

I voli di Zoff nel cielo di Spagna ’82
Testo di Giuseppe Manfridi
Con la partecipazione straordinaria di PAMELA VILLORESI
Musica originale dal vivo
Coproduzione ASSOCIAZIONE MITTELFEST, FONDAZIONE PERGOLESI SPONTINI
Nuova Produzione

Il silenzio in cima al mondo è una narrazione per grande interprete solista contrappuntata da un’importante presenza musicale proposta dal vivo.
Un concerto per parole, gesti, accordi ed emozioni. L’avventura di ‘un gran bel finale’ in cui rifluisce e in buona parte va estinguendo l’ultimo lembo di un’Italia ancora ricca di valori figli di un dopoguerra incarnato dai principali protagonisti del nostro racconto.
Da Zoff, innanzitutto: “il sommo portiere”, come lo definisce Mario Soldati, che, incontrandolo alla vigilia della semifinale con la Polonia, ne riporta l’immagine di una creatura “stupendamente rocciosa”. E, per completarne il ritratto, lo scrittore aggiunge: “La sua posa era stabile, immobile, con le mani poggiate sulle ginocchia come quelle di un faraone scolpito. I suoi occhi luminosi, ma in perpetua penombra. E la sua voce bassa, un po’ roca, lenta e vibrante, da quarta corda di viola o violoncello!”
In tanta stabilità, l’origine di voli stupefacenti. Gli ultimi di una carriera prodigiosa. I più straordinari e decisivi.
Esiste un’epica misteriosa nei mondiali dell’82, tanto da farne un capolavoro sportivo del secolo scorso.
Tutto ciò che riguarda quella vittoriosa Nazionale italiana e i suoi protagonisti si è da subito prestato ad assumere connotati mitici, finanche episodi altrimenti destinati a rimanere semplici aneddoti, come la partita a scopone giocata da Bearzot, Causio, Zoff e Sandro Pertini a bordo dell’aereo presidenziale di ritorno in patria, col trofeo poggiato come un souvenir in un angolo del tavolino dove venivano calate la carte. Per non dire delle polemiche roventi che accompagnarono gli azzurri a partire dalla fase preliminare del torneo con un furore mediatico che, successivamente, costringerà molti a improvvisi voltafaccia, sino all’apoteosi consumatasi l’11 luglio allo stadio Bernabéu di Madrid nella finale contro la Germania e al francobollo firmato Renato Guttuso (lire 1.000) che immortala Dino Zoff al momento di alzare al cielo la Coppa. L’unico che l’Italia abbia mai dedicato a un proprio atleta.
E sarà proprio attraverso gli occhi di Zoff che fluirà la nostra storia, vista dunque dalla prospettiva di chi, all’interno di uno sport di squadra, ha scelto di praticare uno sport individuale. Quello del portiere.
Zoff: un grande friulano che, complice di un altro grande friulano, il commissario tecnico Enzo Bearzot, scandirà i tempi di un’impresa che al suo interno contempla ‘la partita più bella del secolo’.
La partita è Italia-Brasile. La parata… sarà il teatro a raccontarla.

Info&Contatti
segreteriaartistica@fpsjesi.com

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